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Modelli dell'errore umano

Guest Editors: Mario Cocchi - Gianluigi Reni

Gli autori presentano una nuova visione del rapporto uomo-macchina, con particolare riguardo all'ambito dell'educazione professionale di giovani disabili. Il problema di interfacciare l'uomo e la macchina in modo affidabile e sicuro ha suscitato l'interesse di ingegneri e psicologi da oltre quarant'anni, ma solo recentemente ci si è resi conto che per abbattere i rischi di errore occorre soprattutto badare all'interazione tra l'uomo e l'apparato tecnologico. Volendo poi rendere l'individuo capace di affrontare l'imprevisto, ovvero i cambiamenti, gli errori esecutivi o i malfunzionamenti della macchina, è necessario contrastare la tendenza a seguire ripetitivamente una routine prestabilita: in altre parole, occorre sostituire l'esperienza attiva all'abitudine passiva.

 

Questo è il filo conduttore delle ricerche esposte nel fascicolo, le quali valgono anche a dimostrare che la formazione professionale (di persone disabili e non) raggiunge veramente il suo scopo quando insegna strategie d'azione flessibili e non procedure rigide. Questo tipo di apprendimento consente inoltre di aumentare l'autostima e la sua fiducia in se stessa della persona disabile: una conquista veramente importante, dal momento che spesso l'handicap deriva tanto dalla carenza di determinate abilità quanto dalla mancata valorizzazione delle capacità che si posseggono.

 

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28-Feb-2008 - © I.R.C.C.S. Medea