| Il
volume contiene la Parte II dei contributi riguardanti
i disturbi psichiatrici e comportamentali del traumatizzato
cranico, le problematiche familiari, l’approccio
pediatrico, le questioni epilettologiche, la preparazione
degli operatori; inoltre in Appendice viene presentata
una rassegna delle scale di valutazione più frequentemente
usate per definire in modo standardizzato le condizioni
del paziente.
Il presupposto comune a tutti gli articoli è
rappresentato dalla peculiarità del T.C. in età
evolutiva rispetto a quello dell’adulto: nel bambino,
infatti, la vicenda dello sviluppo fa sì che
il trauma mantenga per un periodo assai più prolungato
la caratteristica di lesione dinamica, capace di influire
sull’evoluzione sensomotoria e cognitiva non meno
che su quella psicologica e relazionale, sovradeterminando
in tal modo gli effetti a medio e lungo termine dell’evento
acuto.
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Sul piano pratico, ciò
significa che un accurato follow-up è opportuno
anche nei casi in cui ad un trauma cranico di media
gravità segue un soddisfacente recupero funzionale.
Anche se tale indicazione sembra in contrasto con l’obiettivo
di ridurre il più possibile i costi dell’intervento
sanitario, in effetti scongiurare il rischio che si
instaurino anche a distanza nuove patologie comporta,
in prospettiva, un reale risparmio di risorse. |