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noto che in Psichiatria i confini tra dimensione clinica
e dimensione umanistica sono spesso assai maldefiniti,
perché le patologie che esulano dalla sfera strettamente
biologica riguardano la totalità dell’essere
e non si lasciano quindi ridurre a mere questioni tecniche.
Il tema dell’immagine corporea ne è una
delle più convincenti conferme, come dimostra
l’interesse che esso ha sempre suscitato sia in
ambito neurologico che psicanalitico che filosofico.
Ponendosi come dato oggettivo di res extensa e contemporaneamente
come esperienza soggettiva di identità, l’immagine
corporea è un vero e proprio paradigma della
complessità umana: per questo risulta difficile
studiarla, tanto nella normalità quanto –
e soprattutto – nella patologia.
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In
questo numero della rivista il tema viene infatti rivisitato
secondo prospettive molto diverse: da quella medica
a quella psicologica, psicopatologica, neuropsicologica,
fenomenologica, estetica, bioetica. Il tutto, come afferma
l’editor del volume, con l’intenzione di
definire meglio le questioni di fondo da cui può
partire la riflessione sulle patologie che si ricollegano
ad un disturbo dell’immagine corporea e che a
tutt’oggi, non a caso, restano ancora un enigma
non risolto. La “messa a punto” concettuale
contenuta nel presente fascicolo sarà quindi
seguita nel numero successivo della rivista dalla trattazione
di aspetti più direttamente connessi alle problematiche
riscontrabili in ambito clinico.
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