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La
spasticità rappresenta uno dei maggiori problemi
per il team riabilitativo. È infatti il principale
fattore che riduce o impedisce la mobilità, interferendo
negativamente con una serie di funzioni vitali come
quella cardiocircolatoria, respiratoria, gastro-intestinale.
Per quanto riguarda l'apparato muscolo-scheletrico,
la spasticità non solo limita i movimenti, ma
produce anche una serie di danni secondari che, a loro
volta, provocano sia limitazioni nel mantenimento delle
posture, sia difficoltà nell'accudimento del
paziente in ambito terapeutico e familiare. Una parte
del fascicolo è dedicata alle procedure terapeutiche
da adottare per il miglioramento della spasticità.
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Non viene trattata
in modo specifico né la fisioterapia classica,
considerata l'approccio di base e di accompagnamento
a tutte le altre terapie, né altri trattamenti
tradizionali come la farmacoterapia per os o l'alcolizzazione,
ormai obsoleta. Sono invece esposte in dettaglio le
terapie più innovative. Vengono poi proposti
sistemi di valutazione desunti dalla pratica clinica
e scientifica dell' IRCCS "E. Medea", che
si sono dimostrati idonei e sensibili a misurare il
cambiamento nei trattamenti per la spasticità.
Ognuno di tali sistemi trova ampia applicazione in campo
neuroriabilitativo internazionale ed è validato
dalla letteratura scientifica più aggiornata. |